29/04/08

L’Europa delle mafie tra miliardi, banche e stragi

di Enzo Guidotto
(Presidente dell’“Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso”)


Da Portella della Ginestra ai grandi investimenti nel mondo.
Le alleanze con la politica “ndrangheta über alles”.
La criminalità in doppiopetto


«Non potremo mai essere un Paese civile finché ci saranno camorra, “Cosa Nostra” e quella mafia dal nome impronunciabile che si trova in Calabria». Questo, nel lontano 1985, il monito lanciato da Sandro Pertini per spronare ad un’azione più incisiva quella Commissione parlamentare antimafia nata da una legge che ebbe come primo firmatario Ferruccio Parri e ricostituita per la quinta volta subito dopo il sacrificio di Pio La Torre e di Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Quali i motivi del campanello d’allarme del vecchio presidente? Ancora una volta una nutrita casistica di efferata violenza ai danni di rappresentanti dello Stato.

Nell’agosto di quell’anno, a Palermo, erano stati infatti uccisi il commissario di polizia Giuseppe Montana, il vicequestore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia.

Quattro mesi prima avevano invece perso la vita Barbara Asta coi suoi due bambini di appena sei anni, gemelli, nell’attentato di Pizzolungo deciso per eliminare il giudice Carlo Palermo che, dopo aver lasciato Trento, aveva assunto l’incarico di sostituto procuratore a Trapani al posto di Giangiacomo Ciaccio Montalto, barbaramente assassinato: entrambi, da visuali diverse, avevano diretto delicate indagini su traffici internazionali di armi e droga tra Italia, Turchia e Siria e sul riciclaggio e l’investimento dei relativi proventi.

Protagonisti del colossale business, oltre a mafiosi italiani e mediorientali, esponenti della Loggia P2 e dei servizi segreti, grandi banche e misteriosi potentati, un membro del comitato per il controllo delle armi operante presso il Ministero dell’Interno e discussi finanzieri con le mani in pasta nel mondo della politica.
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Questo articolo è stato pubblicato anche sul numero di ottobre 2007 di "Patria indipendente",
rivista mensile dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
La versione in pdf dell'articolo sul sito della rivista è a questo link.

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