
di Alberto Prunetti
Nell'ultimo numero di Giap del 2007, tra le altre cose, spiegavamo che quella degli "zingari che rubano i bambini" è una bufala per deficienti. Nei giorni successivi, su Carmilla, il collega Alberto Prunetti (autore di Potassa. Storie di sovversivi. migranti, erranti, sottratti alla polvere degli archivi, Stampa Alternativa, 2004) ha pubblicato quattro bellissimi interventi sui "luoghi comuni contro Rom e Sinti". Li segnaliamo perché, nella loro miscela di analisi, narrazione e toccante testimonianza personale, dicono molto su come e perché gli zingari siano tornati il capro espiatorio perfetto.
Il primo intervento si intitola proprio "I ladri di bambini" e racconta alcune storie di criminalizzazione e costruzione del nemico.
Il secondo intervento si intitola "Chi ruba i bambini rom?" e sposta l'analisi dai rapimenti immaginari a quelli reali e "legali", perpetrati in mille modi da autorità italiane ai danni di famiglie nomadi.
Il terzo intervento si intitola "Il caso L.S.C." e racconta quanto successo a una famiglia di zingari rumeni a Firenze nell'ottobre scorso.
Il quarto intervento si intitola "Porrajmos" (la parola rromanì per "Olocausto") ed è il gran finale, l'intervento più denso e combattivo, dove il pettine cattura i nodi dell'ignoranza e vengono affrontati - senza alcuna speranza di estirparli - clichés come "Non mandano i figli a scuola", "Non vogliono una casa", "Non hanno voglia di lavorare" etc. etc. etc.Foto di Mrs. Gina, bimbe rom al campo nomadi della Magliana, Roma. Sgomberato nel luglio 2007.
fonte www.wumingfoundation.com
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